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Discussioni:Nuovaiorche

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Per gli emigranti le prime difficoltà si presentavano già prima della partenza: costretti a qualsiasi sacrificio per potersi pagare il viaggio, dovevano sottostare a individui senza scrupoli, i quali dettavano legge circa le condizioni e le modalità del trasporto. I protagonisti del racconto di Leonardo Sciascia si sono affidati ad un certo signor Melfa, per essere trasportati clandestinamente negli Stati Uniti d'America. Man mano che si procederà nella lettura del racconto ci si accorgerà che la situazione, già tragica in partenza, si concluderà in modo ancor più disperato e addirittura grottesco.

L' America in Sicilia

Stavano, con le loro valigie di cartone e i loro fagotti, su un tratto di spiaggia pietrosa, riparata da colline, tra Gela e Licata: vi erano arrivati all'imbrunire, ed erano partiti all'alba dai loro paesi; paesi interni, lontani dal mare. Qualcuno di loro era la prima volta che vedeva il mare: e sgomentava il pensiero di dover attraversarlo tutto, da quella deserta spiaggia della Sicilia, di notte, ad un'altra deserta spiaggia dell'America, pure di notte. Perché i patti erano questi: "Io di notte v'imbarco" aveva detto l'uomo: una specie di commesso viaggiatore per la parlantina, ma serio e onesto nel volto "e di notte vi sbarco: sulla spiaggia del Nugioirsi, vi sbarco; a due passi da Nuovaiorche... E chi ha parenti in America può scrivergli che aspettino alla stazione di Trenton, dodici giorni dopo l'imbarco... Fatevi il conto da voi... Certo, il giorno preciso non posso assicurarvelo: mettiamo che c'è mare grosso, mettiamo che la guardia costiera stia a vigilare...

http://www.ddcap.it/sb/progettoemigrazione/emigrazione/americainsicilia.htm